L’esperienza
della “federazione” ClubIn, nata a Milano e oggi estesa in tutta Italia
con 15mila soci. Middle manager, funzionari, professionisti,
imprenditori e consulenti si incontrano "a tu per tu" durante eventi.
Raccontano se stessi, si espongono a domande di ogni tipo. E cercano di
allargare le opportunità. Il vicepresidente Brembilla: “Più si ampliano
i contatti, più è facile intercettare occasioni di lavoro”
di LUCA BALDAZZI
Uscire dalla Rete e incontrarsi a tu per tu, nel mondo “reale”. Ma
sempre a scopo business, per ampliare le opportunità e le occasioni di
lavoro. È il percorso di migliaia di professionisti, dirigenti
d’azienda, imprenditori che aderiscono alla Federazione nazionale
ClubIn: un social network professionale ispirato a realtà come
LinkedIn, ma fatto di persone che ai contatti sul web preferiscono
l’incontro “dal vivo”, lo scambio di biglietti da visita. E la buona
vecchia stretta di mano.
“Negli Usa si fanno moltissimi affari e contratti on line – spiega
Massimo Brembilla, vicepresidente di ClubIn – ma in Italia l’approccio
personale e il contatto diretto funzionano meglio”. Con questa idea
nacque nel 2005 MilanIn, il primo club sotto la Madonnina. Cinquanta
soci all’inizio, saliti già nel giro di due anni a 800: e oggi sono
circa 6mila, mentre il business social network si è allargato ad
un’altra decina di club territoriali e a livello nazionale conta circa
15mila iscritti.
Presenta te stesso. L’obiettivo di base è sempre lo
stesso: far incontrare le persone che lavorano, in proprio e non solo,
e che hanno progetti. Nella convinzione che più si allargano le
conoscenze e i contatti, più è facile intercettare opportunità che non
passano dai “normali” canali del mercato, dalle agenzie di head-hunters
e dagli annunci di lavoro. Il classico passaparola, ma non “virtuale”.
“Organizziamo eventi che radunano i soci – dice Brembilla -, cene e
aperitivi, ma non solo. Di solito, nel format della serata ‘Presenta te
stesso’, un professionista si racconta ai soci e illustra il suo
curriculum parlando per una mezz’ora. Poi si espone a domande di ogni
tipo, anche personali, da parte degli altri partecipanti. Infine c’è
un’altra mezz’ora di ‘libero networking’, in cui i presenti dialogano,
socializzano e si scambiano informazioni e biglietti da visita. Lo
scopo non è ludico, ma pratico: mettere sul tavolo idee, orientare un
business”.
Middle manager in cerca di lavoro. Chi partecipa a
questi eventi, e perché? “Il grosso dei nostri soci è middle class –
risponde Brembilla, che di mestiere è ingegnere nel campo delle
telecomunicazioni -. Ci sono tanti liberi professionisti, dai
commercialisti agli esperti di Ict, dagli avvocati ai medici, fino ai
consulenti di marketing. Poi ci sono piccoli e medi imprenditori, ma
anche dirigenti d’azienda di primo livello”. Quali vantaggi traggono
dagli incontri di ClubIn? “Un piccolo imprenditore, per esempio, può
presentarsi per cercare finanziamenti o partner su un nuovo progetto.
Ma ci sono anche soci che hanno trovato direttamente lavoro. Ho in
mente un manager Ict che era appena rimasto disoccupato, partecipò a
una serata e nel giro di una settimana fu assunto come sales manager
nell’azienda di un altro socio che era presente. Un caso fortunato,
certo, ma il meccanismo può funzionare”.
Ampliare gli orizzonti e vedersi di persona. In una
logica “associativa e di collaborazione”, come sottolinea Brembilla, le
opportunità crescono in modo esponenziale. E ora che i club si sono
moltiplicati, gli orizzonti si allargano. “Per creare un club,
all’inizio, ci vuole un gruppo di 5-10 persone affiatate e disposte a
spendere tempo. Ora abbiamo cinque club ufficiali: Milano, Firenze,
Cagliari, Liguria e Friuli. Altri due, Torino e Marche, si
costituiranno ufficialmente all’inizio del 2010, mentre sono in via di
formazione altri sei club ‘aspiranti’ in Veneto, a Brescia, Modena,
Parma, Napoli e Palermo”. Il network si estende. E “tramite il suo club
locale – precisa Brembilla – un socio può accedere a contatti con tutta
la federazione e, ad esempio, farsi conoscere per presentare un suo
prodotto in un’altra città o su un’altra piazza”. Vediamoci di persona,
è la filosofia di ClubIn, e mostriamoci aperti e curiosi di conoscere
gli altri: qualcosa nascerà. “Quest’anno – conclude il vicepresidente –
abbiamo organizzato 60 eventi in tutta Italia. E almeno 2mila persone
in questi incontri si sono strette la mano”.
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